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Recensione AHS 8×8: Langdon, l’anticristo smarrito

Langdon diviso tra scontri, abbandoni, riconoscimenti e cyborg. L’inaspettato ritorno di Evan Peters e una poliedrica Sarah Paulson

Eccoci alle prese con una nuova puntata di AHS e con la sua recensione. Come preannunciato nello scorso articolo, questa puntata è stata davvero grandiosa rispetto alla precedente.

Lasciata da parte per un attimo la Congrega, finalmente la serie si focalizza sulla figura di Michael Langdon che, dopo la morte di Mrs Mead e lo scontro con Cordelia, realizza di essere solo ed abbandonato.

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Dalla solitudine all’acclamazione

Recatosi in un bosco, Langdon, cerca di invocare suo padre, Satana, affinché gli possa indicare la via. In preda ad una crisi mistica, seguono comparse dalla carica fortemente simbolica (dai bambini che vogliono dar da bere e da mangiare, alla comparsa di una capra a cui strappa letteralmente le corna, e dalle quali escono serpenti). Non ottenendo, però, alcuna risposta dal padre e, lasciato in balìa di un profondo sconforto, raggiunge una della sedi della chiesa di Satana.

Qui, con grande efficacia e grande intelligenza, sia i dialoghi che le situazioni sono state concepite sulla falsa riga dell’esaltazione ed estremismo religioso dei giorni nostri (operazione molto simile a quella fatta nel capitolo di Cult). E non potevamo aspettarci altro da AHS. Compare anche un nuovo personaggio, che sembra in qualche modo colmare il vuoto lasciato dalla signora Mead. Proprio lei riconoscerà l’Anticristo, presentandolo a tutta la chiesa e facendolo finalmente acclamare.

Ci si aspettava qualcosa di più spinto e magari di impatto. Il sacrificio umano, per come è stato impostato, non è stato niente di eccezionale rispetto alla promessa di catastrofe e terrore riposta nella figura del giovane Langdon.

Prima dell’apocalisse, il mondo

Dopo che Langdon ha espresso il suo smarrimento a seguito della perdita di Mrs Mead, l’adepta che l’ha accolto gli suggerisce il modo per riportarla “in vita”. E, finalmente, all’ottava puntata di AHS abbiamo un radicale cambio di scenario.

Dagli ambienti chiusi del bunker, della scuola sotterranea degli stregoni, murder house e la casa della congrega, passiamo al mondo reale.

Il viaggio in decappottabile è stato molto bello da vedere, soprattutto per via del contrasto tra retrò e classicismo che ritroviamo nelle altre puntate di AHS.

Tutto il dinamismo e la modernità del mondo, vengono esaltati dall’azienda di robotica a cui si rivolgerà Langdon.

Zazoom

Di Paulson e Peters non ne abbiamo mai abbastanza

Lasciato solo alle porte di questa realtà che potrà restituire, in un certo senso, Miriam Mead a Langdon, ritroviamo con grande piacere Evan Peters.

Al suo terzo personaggio in questa nuova stagione di AHS, interpreta un genio della robotica corrotto, che con leggerezza si muove tra droga e allusioni sessuali.

Divina anche la Paulson, al suo quarto personaggio: una donna cinica e crudele nonostante l’aspetto fumettistico tra capelli rossi e completino viola, che ci ricordano, almeno nello stile, la dolce Dafne di Scooby-Doo.

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A.I.: artificial intelligence

Dopo essersi presentato ai due giovani geni e, avendoli convinti della sua autentica essenza come figlio di Satana, finalmente Langdon chiede ciò per cui è andato. Così viene svelato come la Mead sia “diventata” un cyborg.

Infatti, non potendo lui stesso poter portare dall’inferno la cara Miriam, a seguito di un incantesimo di Cordelia, al povero ragazzo non resta altro che affidarsi ad un suo surrogato.

E i ragazzi, come logico, riescono nell’intento con il successo, anche, di dotarla di tutti i ricordi della vera Mead. Un tocco di trash alla AHS.

Puntata approved!

Questa puntata è approvata. Oltre che per i piacevoli dialoghi, seppur con qualche ovvietà, l’aver giocato volontariamente con le esagerazioni religiose è qualcosa da apprezare: hanno saputo farlo con equilibrio, senza cadere nel ridicolo.

In piena linea, quindi, con quello che è il nome del capitolo di questo AHS. Appropriata anche la scelta di girare scene all’aperto, che possiamo vedere come una pausa da una situazione di ripiego e di incertezza dal filone principale della serie, l’apocalisse.

Non possiamo che aspettarci, da ora in poi, un crescendo di situazioni e, speriamo, colpi di scena! E come sempre, stay tuned! Alla prossima puntata.

Deborah Pellicola

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