In arrivo Coco 2, Disney Pixar annuncia il sequel
Il colosso dell’animazione per bambini e famiglie ha annunciato il sequel di uno dei suoi successi degli ultimi anni: Coco.
L’ uscita tuttavia è stata programmata per il 2029, ben 12 anni dopo il primo film e questa scelta potrebbe incidere sul destino del secondo capitolo: sarà un flop o si riuscirà a riprodurre qualcosa di tanto divertente, magico e malinconico come l’originale?
Cosa sappiamo su Coco 2?
Al momento non sappiamo ancora nulla riguardo la trama. D’altronde, il primo capitolo si è concluso senza alcuna storia lasciata in sospeso, sebbene possano esserci alcune storyline che si potrebbero esplorare. Ad esempio si potrebbe raccontare la vita di Miguel da adulto, o la sorellina nata nel primo film potrebbe essere la protagonista, ma è ancora presto per corroborare tali ipotesi. Intanto è stato confermato il ritorno del regista Lee Unkrich e del co-regista/co-sceneggiatore Adrian Molina, ma non vi sono informazioni riguardo i compositori che hanno contribuito alla colonna sonora del primo film definendone il vero animo.
Secondo quanto promesso però da Bob Iger, CEO Disney sappiamo che Coco 2 «sarà pieno di umorismo, cuore e avventura». Forse però una data così lontana potrebbe fare di questo sequel un vero e proprio film a parte. In 12 anni possono cambiare molte cose: dalle animazioni alla musicalità, alle tematiche che un tempo potevano risultare una novità e che magari in un futuro potranno essere già trattate da altri show o censurate per politically correct, come spesso sta accadendo nel mondo cinematografico. Eppure, l’idea c’è e tutti gli spettatori che hanno riso e pianto con il primo capitolo, sicuramente avranno insita la curiosità di scoprire cosa potrebbe succedere in Coco 2.

Coco e il concetto di morte spiegato ai bambini
A prescindere da ciò che verrà scritturato in futuro però, Coco rimane un importante prodotto della Disney Pixar, in primis perché ha voluto trattare una delle tematiche più ostiche, quale il concetto della morte, in modo divertente, onesto e senza porre tabù.
Quando Miguel intraprende il suo viaggio nel mondo dei morti infatti, entra in contatto con tutti quei cari che sono finiti nell’ aldilà, che hanno paura di essere dimenticati dai vivi, quelle persone che nella realtà fisica abbiamo perduto ma che rimangono dentro i nostri cuori. È il ricordo di chi non c’è più che viene esaltato, attraverso aspetti positivi quali i colori e la musica. Niente spazi lugubri, tristi, o scheletri mostruosi che nell’immaginario comune di molti bambini potrebbero rappresentare la morte. Piuttosto luci, colori che esplodono e che si fondono con una musicalità che raccoglie brani dalle note pop, folk, tipiche del mondo messicano e ballad nostalgiche come Ricordami che Hector cantava alla sua bambina, nonché bisnonna di Miguel, Coco.
Nel film si assiste ad un altro modo di pensare alla morte. Di rivedere l’assenza. La mancanza. I più piccoli spesso non riescono a capire davvero cosa vuol dire morire, anzi nei primi anni di vita, credono che la morte sia uno stato reversibile, e che quella persona “partirà per un lungo viaggio” o ” che sta facendo un lungo sonnellino” potrebbe ritornare da un momento all’altro.
Tale credenza è colpa del silenzio dei genitori sull’argomento perché si crede che sia più facile affrontarlo. Invece, i cartoni ci hanno insegnato che bisogna parlarne e vivere il dolore, come accade già nel Re Leone. E hanno anche salvato spesso i genitori dal gravoso compito di spiegare tale concetto ai bambini più grandi che ne chiedevano spiegazioni. Vero è che in passato diversi cartoni hanno potuto confondere i bambini con l’idea che i morti possano tornare sotto forma di spiriti o con altre sembianze, per questo con Coco si è voluto premere sul far capire che morire è solo andare in un altro posto, magari anche più bello di quello dove si è vissuti e che finché c’è il ricordo, nessuno scompare per davvero.
Coco è una storia sui legami, sulla famiglia, sull’importanza di creare momenti di condivisione, di comprendere i propri sogni e i propri bisogni ed è un insegnamento per grandi e piccini su quanto nella vita continuo determinati valori attraverso i quali costruire la propria identità. Oggi più che mai necessitiamo di ritrovare l’amore dei vivi e quello che chi non c’è più ci ha lasciato e forti di questo creare il profilo futuro. In tali aspetti è scritto il successo del primo film e le basi per le quali produrre un seguito, che potrebbe al pari delle prime storie, catapultarci nuovamente in un mondo tanto misterioso, oscuro e particolare quale quello dei morti.